Agosto Donadese è l’evoluzione dell’antica Sagra di San Francesco da Paola istituita nel 1887 a Donada, oggi quartiere di Porto Viro (Rovigo). Una festa divenuta immediatamente identitaria che si celebra nella seconda domenica di agosto e arricchita dal 2010 dalla gestione diretta da parte della Pro Loco dello stand gastronomico, promuovendo i piatti tipici del territorio come ad esempio “i risi e fasoi duri”. Da sempre manifestazione che ha unito comunità locale ed emigranti, Agosto Donadese, che culmina il 15 agosto, rappresenta un evento che celebra tradizione religiosa e desiderio di socialità e convivialità. I “risi e fasoi duri” è un piatto della tradizione contadina detto anche riso alla “canarola”, come il nome dei lavoratori che raccoglievano le canne nel Delta del Po, restando lontano da casa a volte, anche parecchi giorni. I “canaroli” usavano riscaldare la minestra ponendola, fin dal mattino, sul fuoco alimentato dalle canne, fino ad assumere il tipico sapore di abbrustolito.
DOVE SI SVOLGE
Nella sede della Pro Loco e in piazza Marconi. Porto Viro - Rovigo - Veneto
DA VEDERE
Porto Viro, nato il 1° gennaio 1995 dalla fusione di Contarina e Donada, si estende a ridosso del grande fiume Po e nel suo Delta e si spinge fino a confinare con il mare Adriatico. Il territorio include sia l’antico borgo di Porto Levante, dove si trova il museo all’aperto della pesca e un’antica ghiacciaia, sia numerose bellezze naturali come l’Oasi di Ca’ Pisani, la via delle Valli, le Dune Fossili. Tra i luoghi di interesse ci sono chiese neoclassiche come quella di Donada (1858) con il campanile ispirato a quello di San Marco, e la chiesa di Contarina (1729) con un organo del Callido. Il territorio, sotto il livello del mare, è mantenuto da un continuo sistema di drenaggio delle acque. Dal 2015 Porto Viro e il Delta del Po fanno parte della biosfera del programma Mab dell’Unesco.
LA RICETTA
Risi e fasoi duri.
La preparazione del piatto è lunga e laboriosa, ma di grande effetto, e la ricetta si è evoluta nel tempo: il riso, dopo la cottura nel brodo, viene lasciato raffreddare e rapprendere. Poi si capovolge la pentola, ottenendo un “panettone” di riso e fagioli. Successivamente il riso viene sgranato, separando i chicchi, quindi ripassato in padella. Il risultato è un riso asciutto e abbrustolito da gustare con un filo di olio d’oliva extravergine a crudo, Grana e, volendo, un pizzico di peperoncino.